L’EX FERRARIN? RIQUALIFICARE SI’, MA DI CENTRO CE N’E’ GIA’ UNO

Non si fa attendere la risposta della Confcommercio di Thiene su un argomento decisamente spinoso, come quello dell’Area Ex Ferrarin. Quale futuro per gli oltre 70.000 mq di intervento? “Sicuramente l’area va ristrutturata – afferma Emanuele Cattelan, Presidente dell’Associazione dei Commercianti del Mandamento di Thiene – ma le modalità previste dall’Amministrazione comunale sono del tutto anacronistiche rispetto al reale fabbisogno della popolazione e del territorio”. Con l’adozione del Piano, il Comune ha previsto nell’area ben 15.000 mq da destinare ad attività commerciali (2500 di alimentare più altri 12.500 per il non alimentare), da poter essere strutturati anche con grandi superfici di vendita. A questi si aggiungano attività di ristorazione, magazzini, spazi per tempo libero e di servizio, ed il conto lievita a 23.000 mq. Un altro centro cittadino - con tanto di piazza da 9000 mq ed una grande struttura ricettiva da 120 camere - se pensiamo che la somma dei metri quadri delle attività esistenti nel centro storico sono su quell’ordine di grandezza. E gli scenari futuri? I commercianti puntano il dito su tutta la politica commerciale che sta cambiando la città. Come se non bastasse, il mega centro all’Ex Ferrarin è solo l’ultimo di una serie di interventi che in questi anni hanno aumentato esponenzialmente le disponibilità di insediamenti commerciali in città, senza peraltro tener conto che in molte aree già consolidate è in atto una desertificazione proprio delle attività di vicinato. “Purtroppo abbiamo l’ennesima conferma che il Comune sta privilegiando una strada, quella dell’aumento dell’offerta di zone commerciali, che risulta perniciosa per la sopravvivenza delle realtà commerciali di servizio, come quelle ubicate nel centro storico o nei quartieri residenziali cittadini – continua la Confcommercio – ed il rischio è quello di assistere ad uno sfilacciamento della già debole rete commerciale in ambito urbano”. Qualche altro esempio? Il Parco Sud, con la grande struttura in fase di realizzazione ed il Piano “Centro Commerciale 2”, per non parlare dell’area Mofer o delle Ex Distillerie. Su questi ambiti il messaggio della categoria è chiaro: prima di provvedere ad un reale aumento dell’offerta commerciale bisogna assolutamente lavorare con serietà e concretezza ad una ristrutturazione delle aree già esistenti, ed in questi termini il Piano di Marketing recentemente elaborato anche con il contributo della stessa Amministrazione comunale indica chiaramente ruoli, compiti e scadenze ormai non più differibili. Sul versante della struttura alberghiera non mancano poi forti critiche proprio dalla categoria degli albergatori. “Il piano prevede una struttura alberghiera di circa 120 stanze per un totale di circa 240 posti letto – dichiara Luigi Pavanello, Presidente Mandamentale della categoria - quando nella nostra cittadina nei periodi di massima occupazione vengono vendute non più di 80 stanze. Una struttura di 120 stanze è sicuramente sproporzionata alle esigenze locali, e mi chiedo perché si debba insediare una nuova struttura, usando del territorio, quando è già presente un albergo di 35 camere chiuso e non più riaperto a seguito delle nuove attivazioni alberghiere nei comuni limitrofi. Si vuole valorizzare il nostro comune con nuove lottizzazioni ma continuiamo ad avere edifici fatiscenti di origine turistica alle porte della città: penso dovrebbe farci riflettere sull’effettiva esigenza di questo albergo”.