L’AREA MOFER? C’E’ IL RISCHIO DI UNA NUOVA VIOLENZA SUL COMMERCIO

Eredità del passato? Semmai operazione immobiliare del futuro, costellata ancora da volumi e superfici decisamente fuori luogo. Questo il pensiero dell’Associazione Commercianti del Mandamento di Thiene dopo aver preso visione del piano di lottizzazione “Tillius”, meglio noto come Area Mofer, situato alle porte di Thiene e vicino al centro commerciale Carrefour. Oggi è una distesa di campi, ma domani potrebbe essere un insieme di capannoni a destinazione d’uso commerciale con alla testa un’imponente struttura alberghiera. Dopo le note vicende del “Centro Commerciale 2” e del PIRUEA Parco Sud, torna prepotentemente alla ribalta la tematica delle grandi strutture di vendita in città, ma non sul modello – peraltro condiviso anche dagli stessi Amministratori – delle “funzioni eccellenti” da insediare nelle aree centrali della città in modo da completare l’offerta già esistente, bensì seguendo logiche urbanistiche vecchie di trent’anni. Non è vero - precisano dalla sede di Via Montello – che ci si deve tenere questa eredità: il Comune, secondo anche i recenti pronunciamenti del TAR del Veneto, ha "quale ente esponenziale degli interessi collettivi in materia urbanistica, il potere di rivedere costantemente le proprie scelte sull'organizzazione del territorio, anche a breve intervallo di tempo dalle precedenti determinazioni in materia". Sfatato, quindi, il mito che il Comune non possa cambiare le proprie scelte in materia urbanistica, si deve prendere atto come, al di là delle affermazioni, si siano volute confermare scelte urbanistiche ormai fuori moda e decisamente perniciose per lo sviluppo del territorio: purtroppo anche il PAT, adottato lo scorso settembre, ribadisce quelle scelte. La posizione dell’Associazione dei Commercianti su questo tema è risaputa: no a nuovi poli commerciali nelle periferie, pena l’impoverimento del centro storico e dei quartieri cittadini. E di poli, o meglio, di parchi commerciali, si tratta. Dall’esame del progetto appare chiaramente che gli 8.640 mq. di superficie di vendita individuati nel Piano Tillius non sono altro che un’aggregazione di attività con viabilità e parcheggi (anche sotterranei) comuni. In parole povere una grande struttura di vendita che non può trovare posto lì, in quanto non prevista né dal PAT, né da specifici accordi con la Provincia di Vicenza. Ed è proprio su questo che si basano le osservazioni dell’Ascom. Già in passato si è assistito ad un “travestimento” dei parchi commerciali sotto forma di medie strutture di vendita affiancate tra loro, seppur la norma impedisse un simile artificio urbanistico. “Se la realizzazione delle strutture, indicate peraltro dagli stessi progettisti come “Parco Commerciale”, venisse approvata così com’è – afferma Emanuele Cattelan, Presidente dell’Ascom del Mandamento di Thiene – e senza considerare quello che le norme prescrivono, ci troveremmo nuovamente di fronte ad una violenza sulla rete commerciale esistente, oltre che ad un clamoroso esempio di concorrenza sleale. Chiediamo al Comune di prestare la massima attenzione su quanto presentato, oltre che chiaramente di riconsiderare le varie destinazioni d’uso.”. Ad essere inoltre messe sotto accusa sono anche le superfici a parcheggio individuate dal Piano. Se di grande struttura (o di parco commerciale) si tratta, anche la percentuale di posti auto va riveduta: secondo i calcoli dell’Ascom mancherebbero più di 8000 mq all’appello, in quanto la Legge Regionale impone, qualora venissero insediate attività alimentari o del settore “misto”, specifici standard molto più restrittivi di quelli considerati nel progetto. Capitolo a parte merita invece la struttura alberghiera. Considerando il dato medio di occupazione delle stanze d’albergo, allo stato attuale l’Ascom non ritiene necessaria l’attivazione di nuove aperture di strutture alberghiere, preferendo invece una decisa necessità di riqualificare gli esercizi presenti e di potenziarne i servizi. Inoltre, in qualsiasi momento si decidesse comunque di intraprendere la strada dell’aumento di offerta, questa dovrebbe essere necessariamente preceduta da un apposito, serio ed approfondito studio di fattibilità.